Le associazioni mnemoniche

Le associazioni mnemoniche sono la base da cui partono tutte le tecniche di memoria.

Immagina di lanciare una bottiglia in mare aperto.

Dopo pochi minuti sarebbe difficile vederla ma dopo un’ora diverrebbe quasi impossibile.

Ora immagina di lanciare la bottiglia in mezzo ad un mare di altre bottiglie.

Tempo pochi secondi e diverrebbe impossibile riconoscerla.

La bottiglia potrebbe essere una qualsiasi informazione, se inserita in un ambiente calmo e sicuro, riesci a recuperarla per un po di tempo, ma se inserita in mezzo a centinaia, migliaia di altre informazioni diventa impossibile recuperarla a meno che …

Continuiamo con la bottiglia in mezzo a tante altre bottiglie, ma stavolta, prima di lanciarla la leghi.

Avendola collegata a qualcosa di solido, sarai in grado di recuperarla in qualsiasi momento!

Le associazioni mnemoniche funzionano nello stesso identico modo.
Sono il filo, logico e/o illogico, che collega tra di loro le informazioni.

OK ma come funzionano?

“Dove hai parcheggiato?”
“Vicino l’edicola.”

Nell’esempio abbiamo un’auto che può essere spostata ogni giorno e l’edicola, che invece rimane fissa. Un punto di riferimento al quale associare il parcheggio.

ed ancora:

“come riconosco tuo cugino?”
“È facile. È alto ed assomiglia a Lurch il maggiordomo della famiglia Addams!”

Ogni volta che dobbiamo ricordare qualcosa velocemente, è sufficiente trovare qualcosa a cui associarlo.

Ricordo un professore che per far ricordare “Enrico VIII”, lo soprannominò “enricottaro” … chiaramente era di Roma!

Le associazioni mnemoniche migliori, devono essere sviluppate giocando con le emozioni, nel modo più assurdo e grottesco possibile e sopratutto, vividamente immaginate!

Il motivo è che il nostro cervello non è in grado di capire la differenza tra una cosa vividamente immaginata ed una cosa realmente accaduta!

La prova lo sono i sogni realistici, quelli che, quando ti alzi al mattino, ti chiedi se sono realmente accaduti o li avevi solo sognati!

Sogni che dimentichi se non collegati a nulla di emotivo o li ricordi se ti hanno colpito.

Pensa se ti svegliassi al mattino dopo aver sognato che il tuo partner o la tua partner ti tradisse ridendoti in faccia!
O dopo aver sognato di esser stato ad una cena romantica con un’attrice famosissima.

Tutti sogni che, influenzati dalle emozioni, ricorderesti per molto tempo.

Ok a con lo studio come la mettiamo?

Fin qui abbiamo visto le associazioni mnemoniche sviluppate in modo inconscio, ma quando dobbiamo studiare?

Il metodo di base è quello dell’utilizzo con le parole chiave .

Poiché ricordiamo facilmente le immagini, tutto ciò che dovremo fare è collegare tra di loro le parole chiave.

Ad esempio, se dovessi ricordare nell’ordine: – rana, cane, albero – potrei limitarmi ad immaginare ogni singola parola, ma sarebbero come le bottiglie lanciate in mare aperto!

Se invece le legassi tra di loro, tipo:

Vedo una rana che comincia ad urlare mostrando i denti, un cane gli risponde ma lei gli corre dietro e lo morde sul sedere! Il cane guaisce dal dolore e si arrampica su di un albero altissimo per trovare riparo

Se avessi visto una rana rincorsa da un cane che fugge arrampicandosi su di un albero, sarebbe stato troppo normale, quindi ben presto dimenticato.

Quindi dovrei creare migliaia di storie?

Se vuoi memorizzare, imparare a memoria qualcosa, si, ma esistono altri metodi che semplificano il processo.

Le associazioni mnemoniche sono la base da cui partono tutte le tecniche di memoria, come lo schedario mnemonico, quello che ultimamente è diventato “il palazzo della memoria”, che richiede la conversione fonetica dei numeri, anch’essa sviluppata a partire dalle associazioni e che serve anche per ricordare numeri e formule.

 

Insomma le tecniche sono tante ma TUTTE partono dalle associazioni e se guardi bene, in ogni mia descrizione, in ogni mio post, cerco di creare una qualche associazione con il tuo mondo, per tentare di aiutarti a rendere più chiaro ciò che scrivo.

Le associazioni rendono le materie stesse, più interessanti!

Se un qualsiasi professore, prima di iniziare a spiegare la sua materia, raccontasse il motivo per cui la insegna, il motivo per cui la ama ed ha deciso di insegnarla, creerebbe in molti alunni un facile collegamento emotivo, su cui creare le basi con gli argomenti futuri.

Amore e passione coinvolgono molto più di una fredda spiegazione!