Conversione fonetica dei numeri

Dicono che i numeri sono una lingua universale, ma tutti i geni che la parlano sembrano pazzi!

Da sempre matematici e fisici hanno avuto dei problemi nel ricordare grandi quantità di numeri.

Oggi sembrano essersene fatti una ragione, ma il problema rimane, forse perché con computer, smartphone, carta e penna in quantità, possiamo risolvere il problema.

In fondo, una volta laureato, i numeri di cui hai bisogno li cerchi sui manuali, sui testi di studio o in rete, ma prima, per superare l’ostacolo della laurea, devi dimostrare di saperli.

E qui nasce il grande problema!

I numeri sono stati inventanti dall’uomo, sono simboli innaturali e per questo difficili da visualizzare!

Se ti chiedessi di chiudere gli occhi ed immaginare una MELA ROSSA, non avresti nessun problema, ma se ti chiedessi di immaginare un 3540?

Le cose si complicherebbero, proprio perché i numeri non sono oggetti, ma simboli uniti tra loro.

Praticamente è come se ti chiedessi di immaginare insieme:

  1. Un pallone bianco e nero.
  2. Un’oca.
  3. Un elefante.
  4. Una pentola.
  5. Un divano.

Ecco, diciamo che potresti avere qualche problema a vederli tutti insieme!
Uno alla volta non avresti problemi ma difficilmente potresti ricordare la data di morte di Napoleone ricordando un numero alla volta.
O un codice, civile o penale!
I numeri indicano la misura, non l’oggetto: 347 pecore, ti fa pensare ad un gregge, ma come ricordare che sono 347 senza scriverlo?

E quindi? Come ricordare i numeri?

Nell’arco dei secoli, diversi studiose, che non avevano ancora a disposizione computer, calcolatori ed altri utili strumenti, iniziarono a spremersi le meningi nella ricerca di una soluzione!

Abbiamo detto che i numeri, sono una lingua universale ed è questo ciò che dovettero pensare i primi inventori della conversione fonetica.
In realtà, il primo in assoluto, fu un astronomo francese che ebbe la grandiosa idea di sviluppare una vera e propria lingua.
Ad ogni numero associò una lettera e l’insieme di numeri formava delle parole … praticamente una sorta di precursore di Tolkien che inventò la lingua degli elfi nel “signore degli anelli”.
Come la lingua degli elfi, anche la lingua numerica ebbe poco futuro, non se ne sentiva proprio il bisogno.
Era già difficile ricordare i numeri e ricordare una nuova e fantasiosa lingua, per poter studiare e lavorare, non era il caso!

Intorno al 600 Liebniz, il famoso matematico e filosofo tedesco mise le basi per un sistema che in seguito, un esperto della memoria, Aimé Paris (era francese, appunto!), modificò in modo tale da renderlo facilmente fruibile ancora oggi.

Come funziona la conversione fonetica dei numeri

Il sistema della conversione fonetica è semplice.

Ad ogni numero corrisponde un suono fonetico, quindi, con più suoni fonetici, è possibile creare parole e frasi.

Se devo ricordare che le pecore sono 347, potrei immaginare che siano di MARCO!

Quali sono i suoni fonetici, delle consonanti, della parola “marco”: – M – R – C – che corrispondono  ai numeri: – 3 – 4 – 7 –

Oppure la MELA ROSSA: – M – L – R – S – = – 3 – 5 – 4 – 0 –

Quali sono i suoni fonetici.

L’elenco dei suoni fonetici è:

1= T per assonanza D
2= N per assonanza Gn
3= M
4= R
5= L per assonanza Gl
6= C, G
7= Ch, Gh, K
8= F per assonanza V
9= P o B
0= S, Z, o Sc

Ricorda, parliamo di suoni fonetici, non di lettere, quindi non devi leggere “Ti” o “Di” ma solo T, il suono dentale, che a questo punto, diventa molto simile al D, rendendo facile giocare con le parole.

Immagina cosa potresti fare creando un’immagine per ogni codice di diritto e poi associarlo al suo contenuto.
Aprire il libro diverrebbe una inutile perdita di tempo, perché avresti tutto nella mente, nella tua memoria ed essendo il miglior computer esistente, non avresti rivali … prof si sposti!